Erica Wagner racconta la straordinaria relazione amorosa e intellettuale che legò per un breve ma intenso periodo ' il loro matrimonio durò sette anni ' due tra i più grandi poeti del secolo scorso, Ted Hughes e Sylvia Plath, attraverso lettere, diari, poesie pubblicati negli anni trascorsi tra il suicidio di Sylvia nel 1963 e la morte di Ted nel 1998. Pochi mesi prima di morire, Ted Hughes diede alle stampe le Lettere di compleanno, una raccolta di poesie di notevole potenza evocativa accolte con stupore e lodi, che diventarono immediatamente un best seller. Pochi potevano immaginare che Hughes, sempre estremamente riservato, avesse lavorato per trentacinque anni a poesie tanto intime e personali, dedicate alla sua prima moglie, Sylvia Plath.Dopo il suicidio di Sylvia, una certa critica femminista aveva demonizzato Ted, ritenendolo in qualche modo responsabile. Le Lettere di compleanno sembrano ristabilire la verità, e rivelare infine il cuore di un poeta che qualcuno aveva giudicato senza cuore. Evocata dalle sue parole, Sylvia Plath appare vibrante di vita e raggiante di morte, la sua personalità fatta di eccessi; la genesi delle sue feroci e scintillanti poesie, la vita quotidiana, le case, i figli, tutto viene trasfigurato e riproposto in termini altamente poetici. Erica Wagner, scoprendo i rimandi tra le poesie di Ted e i diari e le lettere di Sylvia, ricrea e ripercorre il complesso rapporto tra i due, necessariamente condizionato dalle loro personalità e dalle loro opere.
«Ricordo quel pensiero. Non il tuo viso. Senza dubbio mi fermai soprattutto sulle ragazze. Forse ti notai. Forse ti esaminai, sentendomi improbabile. Mi colpirono i tuoi capelli lunghi, le onde morbide ' la ciocca alla Veronica Lake. Non quello che nascondeva. Sembravano biondi. E il tuo sorriso, il tuo esagerato sorriso americano per i fotografi, i giudici, gli sconosciuti, gli intimidatori. Poi dimenticai. E tuttavia ricordo la foto: i borsisti Fulbright.» Ted Hughes, Borsisti Fulbright |
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