Quale significato conservano, nell’attuale panorama politico, categorie come Destra, Centro e Sinistra? Quali sono i loro confini? E perché, dalla fine della Guerra fredda in poi, sono state le idee della tradizione conservatrice – di cui il neoliberalismo costituisce la variante più aggiornata e aggressiva – a prendere progressivamente terreno? Con un approccio comparativo che muove senza pregiudizi da un fronte all’altro dell’intero spettro ideologico, Perry Anderson cerca di rispondere a queste domande, tracciando un suggestivo e penetrante ritratto delle principali idee sottostanti il dibattito politico contemporaneo. E lo fa mettendole a fuoco, in modo originale, attraverso l’opera di alcuni dei più rappresentativi intellettuali del nostro tempo: Michael Oakeshott, Leo Strauss, Carl Schmitt e Friedrich von Hayek per quanto riguarda la destra intransigente; John Rawls, Jürgen Habermas e Norberto Bobbio per il centro liberale e socialdemocratico; Edward Thompson, Robert Brenner e Eric Hobsbawm per la sinistra marxista eterodossa, senza trascurare qualche incursione nel campo del romanzo (Gabriel García Márquez) e della filologia (Sebastiano Timpanaro). A fare da premessa a questa indagine ad ampio raggio vi è la convinzione che la politica non è un’attività chiusa in se stessa, ma anzi si alimenta dei conflitti di un determinato tempo chiamando in causa una complessa serie di questioni che vanno ben oltre la sfera di competenza della scienza politica propriamente detta coinvolgendo, di volta in volta, le più varie discipline: dalla filosofia all’economia, dalla sociologia alla psicologia. Di qui, la tensione multidisciplinare che costituisce uno dei motivi di principale interesse dei quindici saggi che compongono questo volume. Ma al rigore e alla lucidità dell’indagine si affianca anche il pathos di una profonda passione politica che porta l’autore a mettere sotto accusa quella sinistra in cui egli stesso si riconosce, colpevole a suo avviso di essere incapace di superare il trauma della sconfitta e guardare in faccia gli avversari, senza indulgenza né autoinganni.
«La distribuzione dei saggi segue quella cronologica della loro apparizione. Dalla fine della Guerra fredda in poi, quando fu pubblicato Al fuoco dell’impegno, le idee della destra hanno progressivamente guadagnato terreno; il centro si è adeguato sempre di più; e la sinistra, generalmente parlando, batte in ritirata. La portata della restaurazione intellettuale in atto – di cui il termine “neoliberalismo”, considerato seriamente nei suoi aspetti storici, coglie un aspetto essenziale – viene di solito rimossa a sinistra con una varietà di atteggiamenti. La sconfitta è un’esperienza dura da padroneggiare e la tentazione è sempre quella di sublimarla. Ma, se alla fine il trauma dovrà essere superato, occorre saper guardare in faccia gli avversari teorici, senza indulgenza né autoinganni... Uno degli obiettivi di questa raccolta, pertanto, è reagire a tale involuzione.» |
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