«Sento già la chiamata alle armi dei politically correct, li vedo affilare le loro spade e prendere le misure del collo di Charlie Williams per impiccarlo. Il fatto è che potrebbero avere ragione…» the guardian Royston Blake è ancora in pista. Il buttafuori più violento e stralunato di Mangel ha conservato il suo posto alla porta dell’Hoppers, tuttavia da qualche tempo il comportamento degli avventori si è fatto strano. Non la solita aggressività da ubriachi ma una sorta di follia fatta di sguardi fissi e vaneggiamenti senza senso, e quelli messi peggio sono i più giovani. Royston è uomo capace di risolvere ogni problema, basta una grattata di capo e una buona pinta, però quando Doug, titolare di un emporio, gli offre una taglia di 400 sigarette (paglie) e 400 lattine di birra per eliminare il fastidioso, enigmatico e carismatico fidanzato della figlia teenager, Royston ricasca nella sua spirale di equivoci e disastri. Ce la farà a sistemare le cose? Lo aiuterà Nathan, il barista? E, soprattutto, che fine ha fatto il suo amico Finney? Questo secondo episodio della strepitosa trilogia di Mangel, conferma Williams nuova e portentosa voce della narrativa inglese, penna capace di registri diversi e unici, talento cristallino vicino a quello dei maestri Irvine Welsh e John King ma forte di una comicità cupa, feroce e mai scontata. Le passere vogliono che uno morde. Come la vecchia trappola col miele, no?, ma al posto del miele c’è la merda. Ti mettono sotto al naso qualcosa di fetente e aspettano che ti lamenti. Poi, appena ti lamenti, ti bastonano. E se c’è una cosa che una passera fa meglio di un maschio è bastonarlo.» |
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