Sol Nazerman è un ebreo polacco che gestisce ad Harlem un banco dei pegni. Sopravvissuto allo sterminio della famiglia nei campi di concentramento nazisti, Sol è devastato dai ricordi e completamente chiuso in se stesso, come inaridito. Rifiuta ogni amicizia, e respinge senza esitazioni le timide manifestazioni di affetto dei pochi familiari rimastigli. Ciò lo rende un perfetto esecutore del suo compito, una sorta di usuraio nel più povero quartiere nero d’America. Sol taglieggia con freddezza tutti coloro che, spinti dalla necessità, si rivolgono a lui per impegnare qualcosa. Il banco è di proprietà di un certo Murillio, che se ne serve come copertura di un vasto giro d’affari poco puliti. Solo Jesus, il giovane commesso portoricano che affianca Sol, sembra poter scalfire quest’animo indurito dal dolore. Un rapporto complesso straordinariamente descritto da Wallant, uno dei migliori scrittori della sua generazione e uno dei primi ad avere il coraggio e il talento necessari per affrontare il tema dei sopravvissuti all’Olocausto. Quando il vecchio ebreo scopre la vera natura degli interessi di Murillio, le cose prendono una piega imprevista, una drammatica accelerazione che costringerà Sol a riaprire le porte del suo cuore straziato. L’uomo del banco dei pegni è il secondo capolavoro di Wallant ripubblicato in Italia da Baldini Castoldi Dalai editore, un viaggio alla riscoperta di un meraviglioso talento scomparso troppo giovane ma con già tre eccezionali romanzi all’attivo. Nel 1965 Sidney Lumet da questo libro trasse un film strepitoso, con protagonista Rod Steiger.
«La solita vecchia storia degli ebrei! È vero che il denaro può aumentare o diminuire di valore; può rappresentare anch’esso un rischio. Ma generalmente hai una qualche idea del suo valore in un dato momento. Sei in grado di calcolare all’incirca che cosa ti può procurare cibo o comodità, lusso, sollievo dal dolore e talvolta… sì, talvolta ti può comprare la vita stessa. Subito dopo la velocità della luce, che a quanto ci dice Einstein è l’unico valore assoluto dell’universo, subito dopo metterei il denaro. Ecco, Ortiz, ti ho insegnato il Credo del prestatore su pegno.» |
|