Una giornata nella vita di uomini e donne semplici, sognanti e stralunati è la tela su cui Stefano Bollani dipinge il suo esordio, un romanzo che lo pone fuori dal coro e ci regala, grazie al suo sguardo scanzonato sulle cose del mondo, la sensazione che tutto possa succedere senza che nulla davvero accada. Un venditore di palloncini che fanno volare via chi li possiede, una donna afflitta dalla colpa di essere donna e bella, un tassista logorroico ma imprevedibile, un uomo dalle diverse identità in ogni diverso Paese… è questo il microcosmo bollaniano di genti e storie surreali, in cui alcuni sono protagonisti inconsapevoli di un disegno per loro casuale, un altro pensa che la sua vita si scriva in contemporanea con un libro che lo perseguita, e un terzo sa sornione che la sua e l’altrui storia è già in un libro che altri leggeranno. E noi (quegli altri) restiamo abbacinati dal gioco di specchi e non sappiamo dire se siamo noi a entrare nella storia o i suoi protagonisti a venirne fuori. Quel talento inventivo e quella passione che l’hanno reso musicista jazz di fama mondiale, Bollani trasfonde nella scrittura confezionando un romanzo breve, fatto a scatole cinesi, che incanta chi sa lasciarsi cullare e accetta la sfida dell’autore, quella di accendere la fantasia e chiudere i ponti con il reale. Almeno per il tempo della lettura… «La cosa incredibile è che tutti dimenticano lo stesso nano. E badi che è un nano chiassoso, non poco incisivo come il timido Mammolo. Sa perché tutti ricordano gli altri?» Pausa a effetto. «Perché la cosa che li caratterizza è un difetto. Pisolo dorme, Eolo starnutisce, Brontolo non ne parliamo proprio, Cucciolo è muto, Mammolo è timido, Dotto come lei ha detto giustamente è il capo. Sembrerebbe un pregio, di fatto chiunque abbia avuto un capo concorderà nel fatto che Dotto è un personaggio noioso.» «E il nano che manca, dunque, è caratterizzato da un pregio?» «Sì, è l’unico nano allegro. E la gente non lo ricorda. Non lo trova tristissimo? Ricordiamo più facilmente i difetti delle persone. Oppure, se preferisce, ricordiamo più facilmente le persone per i loro difetti. [...] Abbiamo la sindrome di Brontolo. Brontolo non fa che notare le cose che non vanno e non si accorge di altro. Brontolo non coglie le occasioni». |
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