Il bassotto Alfonso, una gracula religiosa che riproduce alla perfezione la voce umana, la gatta Serafita e tutti gli altri compagni di vita, animali domestici come unici confidenti, fedeli amici o imperdonabili traditori. Così i protagonisti dei racconti di Cresto-Dina, piccoli e delicati gioielli narrativi che lasciano spazio all’immaginazione e al gioco delle associazioni. Metafore sottili o riferimenti diretti a personaggi femminili, i silenziosi complici dell’autore provocano emozioni forti e svelano un talento narrativo solido e mai scontato. Cani, gatti, eroi del quotidiano che si riprendono spazi negati e diventano attori, finalmente, protagonisti. Piccoli gesti ed emozionanti esplosioni di fantasia. «Ti ho portato una cosa», le disse. «No, un anello no…» Rise forte. Qualcuno dai tavoli vicini si girò ad ammirarla. «è una libellula.» «Non ci posso credere. E che dovrei farci con una libellula?». «Mio nonno nel ’39 ne lasciò una alla sua fidanzata prima di partire per la guerra. Le spiegò che doveva curarla come un sentimento e che se fosse riuscita a tenerla in vita fino al suo ritorno il loro amore sarebbe durato per sempre. Mio nonno tornò e trovò la sua amata e la libellula in perfetta forma. Si sposarono e rimasero assieme tutta la vita.» |
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