Romanzo di guerra, «di caserma», come lo stesso autore lo ha definito, ma soprattutto romanzo contro la guerra, 08/15. La rivolta del caporale Asch è una delle satire antimilitariste più affilate del Novecento. Nel gruppo di personaggi che animano la narrazione si stagliano le figure di due soldati, differenti tra loro ma accomunati dall’incompatibilità rispetto alle regole della vita militare: il giovane artigliere Johann Vierbein, recluta ingenua e sprovveduta, perfetto capro espiatorio sempre oggetto delle angherie dei superiori, e il caporale Herbert Asch, vero centro morale del romanzo, uomo libero, «donchisciottesco» nel proprio idealismo con cui intende distruggere l’inumano sistema dell’esercito tedesco chiuso nell’abbraccio mortale tra ottusa efficienza prussiana e barbara brutalità nazista. Asch è destinato all’insuccesso, poiché il potere farà quadrato neutralizzando ogni tentativo di ribellione, ma il giovane caporale almeno un risultato lo otterrà: coprire di ridicolo l’intero sistema.
Questo romanzo è il primo volume di una trilogia – resa memorabile dalle trasposizioni cinematografiche sceneggiate da Ernst von Salomon – con cui Kirst divenne famoso in tutto il mondo. L’uscita del libro, nel 1954, causò aspre polemiche, mettendo in discussione con le armi dell’ironia e dell’umorismo anche la Germania di Adenauer, incapace di fare i conti con le proprie responsabilità nel recente passato e già pronta a una nuova militarizzazione.
«Herbert Asch sapeva che cosa voleva dire amare per un soldato, in parte per esperienza personale, ma in parte anche grazie a ciò che aveva visto e inteso. Sapeva che questo amore era incalzante, frettoloso e senza riguardi, e neppure troppo raffinato nella scelta dell’oggetto. A ciò si aggiungeva il senso angoscioso di dover essere sempre sul chi vive: uno qualunque dei mille superiori poteva comparire quando meno ce lo si aspettava; sirene d’allarme potevano sciogliere l’abbraccio più tenero, infine non era escluso che accadesse di dover liberare un Paese o l’altro, o che scoppiasse davvero la bomba con cui si scherzava da anni… Ma la guerra non significava soltanto la fine dell’amore. Significava, forse, anche la fine della vita.»
Hans Hellmut Kirst (1914-1989), veterano della seconda guerra mondiale, è stato uno degli autori più venduti in Germania con la sua trilogia antimilitarista 08/15, di cui è protagonista Herbert Asch. Altrettanto famoso è il romanzo La notte dei generali da cui è stato tratto l’omonimo film interpretato da Omar Sharif e Peter O’Toole.
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