Louis Ives è un giovane professore di belle speranze, romantico, colto e desideroso di somigliare ai personaggi di Fitzgerald e Maugham. Peccato che, a causa della sua fissazione per il travestitismo, venga sorpreso con indosso il reggiseno di una collega e licenziato dalla scuola di provincia dove insegna.
Giunto a Manhattan, scopre che la prima sfida sarà quella di trovare un appartamento dall’affitto contenuto e il coinquilino giusto con cui dividerlo. Finisce così in uno squallido buco dell’Upper East Side con lo stralunato Henry Harrison, ex attore e commediografo fallito, nonché improbabile gentleman apparentemente senza età, la cui vera vocazione è quella di accompagnarsi a ricche signore attempate cui scrocca cene e favori.
Grazie a Henry, Louis scoprirà vizi e miserie dell’alta società newyorkese, senza però rinunciare alle sue bizzarrie sessuali, che lo spingeranno a frequentare gli ambienti più anticonformisti della Grande Mela. L’incontro tra l’eccentrico «mentore» e il suo allievo darà inizio a una serie di scorribande donchisciottesche che Ames racconta con dissacrante leggerezza in un formidabile romanzo sull’amicizia.
«Volevo andare ad abitare con Henry Harrison. Era un gentiluomo, come me. Voleva elevarmi socialmente. Non pensavo davvero che potesse farlo, ma il solo fatto che l’avesse detto mi aveva ispirato. Avevo vissuto come un gentiluomo in solitudine, ora potevo farlo in compagnia di qualcuno che capiva. Mentre accatastavo in qualche scatolone la mia vita di Princeton, cominciai a pensare a Henry come a una sorta di futura visione di me stesso. E il futuro non mi ripugnava, anzi volevo saperne di più.»
Jonathan Ames ha vinto il Guggenheim Fellowship per la narrativa ed è stato spesso ospite al Late Show di David Letterman, ma ha perso il suo unico incontro di boxe da dilettante. Per BCDe ha pubblicato Sveglia, Sir!, Veloce come la notte e Cosa (non) amare.
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