La storia di uno dei musicisti più amati dal pubblico italiano attraverso l’analisi dei brani che compongono i suoi sedici album in studio. Dagli esordi di «Greetings From Asbury Park, N.J.» al grande successo di «Born To Run», dalle storie noir e acustiche di «Nebraska» alle strabilianti vendite di «Born In The U.S.A.». E poi gli album senza la E-Street Band e il ritorno degli amici di sempre, preludio a una serie di tour all’insegna del tutto esaurito. Rifuggendo il mero elenco di fatti che solitamente caratterizza le biografie dei divi del rock, Rob Kirkpatrick punta su ciò che più conta, la musica, gettando nuova luce su canzoni divenute la colonna sonora della versione moderna del Sogno Americano, come testimoniato dalla presenza di Springsteen accanto a Barack Obama in alcuni passaggi-chiave della sua campagna elettorale. Testi e musiche vengono analizzati accanto al contesto socioculturale in cui le canzoni sono state concepite, scritte e registrate. Un’analisi condotta dall’autore su tutti gli album di Springsteen, compreso il recente «Working On A Dream». Tradotto da Ermanno Labianca, unanimemente riconosciuto come il più autorevole «springsteenologo» italiano, il libro si conclude con la discografia dettagliata del musicista che nel 1974 fece dire a Jon Landau, autorevole critico del mensile «Rolling Stone»: «In una notte in cui ho avuto bisogno di sentirmi giovane, qualcuno mi ha fatto sentire come se stessi ascoltando musica per la prima volta. Ho visto il futuro del rock’n’roll: il suo nome è Bruce Springsteen».
«Dave Herman, il dj che tempo prima aveva rifiutato le pressioni della Columbia per spingere Springsteen, è fra il pubblico con un’aria da “e ora fatemi un po’ vedere!” A un certo punto Bruce esce sul palco tutto solo, si siede al pianoforte, ed esegue un’appassionatissima versione di Thunder Road. Gli spettatori sono in visibilio e scattano tutti in piedi. Poi entra la band e il rock’n’roll si impossessa del palco. “Nel volgere di quindici minuti”, racconta Herman, “mi resi conto che non avevo mai visto nulla di simile.” La mattina successiva il dj raggiunge la radio e, a microfoni aperti, recita il mea culpa per aver dubitato della legittimità di Springsteen ad ambire al trono del rock’n’roll.»
Rob Kirkpatrick è autore della biografia di Cecil Travis, promessa del baseball professionistico la cui carriera fu interrotta dalla chiamata alle armi per la seconda guerra mondiale, e di 1969, saggio nel quale analizza un anno cruciale per le culture giovanili, non solo dal punto di vista musicale. A parte un soggiorno di quattro anni nel New Jersey, l’unica cosa che ha in comune con Springsteen è il fatto di essere stato infilato da un insegnante dentro un bidone della spazzatura alle elementari.
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