La storia non tanto e solo degli esiti di una mirabile ricerca, ma di una lunga avventura scientifica i cui sviluppi non smettono di dare frutti.
Nel primo dopoguerra, trasferitasi negli Stati Uniti per un breve soggiorno di studio che sarebbe invece durato trent’anni, l’illustre scienziata si dedicò allo studio in vitro di embrioni di pollo nei quali aveva innestato un tumore maligno di topo. Il Nerve Growth Factor (NGF), scoperto nel 1952 come fattore capace di potenziare i processi di crescita e differenziazione di neuroni, è oggi considerata la molecola a ben più ampio raggio di azione.
Da allora si è aperta la grande saga del NGF, che ha portato a determinare aspetti e dettagli sempre più vasti sul ruolo e funzioni di questa molecola proteica. Tra queste, la più importante è quella di modulare e coordinare l’attività dei tre sistemi essenziali nell’organismo umano: il sistema nervoso, quello endocrino e immunitario, nonché il suo ruolo nella comprensione delle malattie degenerative quali l’Alzheimer.
Il lungo viaggio nel cervello e nel sistema nervoso intrapreso da Rita Levi-Montalcini sessant’anni fa, continua tuttora ad affascinare sia gli studiosi, per gli scenari impensabili che ha aperto, sia i non addetti ai lavori per il rigore e la coerenza che fanno della donna e dello scienziato Rita Levi-Montalcini un caso unico nel panorama scientifico internazionale.
In occasione del suo centesimo compleanno, quindi, si offre ai suoi lettori, quale migliore omaggio, la storia del NGF paragonabile alla scoperta di un continente sommerso rivelato dalla sua sommità emergente.
Rita Levi-Montalcini nasce a Torino nel 1909. Qui si laurea in Medicina e fin dai primi anni universitari si dedica agli studi sul sistema nervoso. Nel 1938, la promulgazione delle leggi razziali non le consente di continuare le sue ricerche sui processi di differenziazione del sistema nervoso. Nel 1947 viene invitata a proseguire i suoi studi negli Stati Uniti, dove vivrà a lungo. Nel 1952 le sue ricerche la portano a identificare il fattore di crescita delle cellule nervose (noto con l’acronimo NGF), scoperta che le frutterà il Nobel nel 1986. Ha ricoperto e ricopre a tutt’oggi prestigiose cariche accademiche, ed è senatrice a vita. Oltre alle numerose pubblicazioni su riviste internazionali, è autrice di saggi di interesse scientifico e sociale. è impegnata, attraverso la Fondazione da lei creata nel 1992 insieme alla compianta sorella Paola, nell’aiuto alle giovani donne dei Paesi dell’Africa per l’alfabetizzazione e l’istruzione. è inoltre presidente dell’Istituto Europeo per la Ricerca sul Cervello (EBRI) da lei stessa ideato e costituito a Roma nel 2003. |
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