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Lo statista
Lo statista 

Queste ultime cinque legislature saranno ricordate come il Ventennio berlusconiano: Silvio Berlusconi è infatti riuscito, sia da capo del governo che da leader dell’opposizione, a dettare la propria agenda di priorità, lasciando che fossero gli altri a rispondere alle sue mosse e a impedire che accadesse il contrario. A questo atteggiamento la sinistra non ha saputo far altro che opporre delle risposte ondivaghe: a volte attraverso un antiberlusconismo intransigente, gridando al «regime», e giudicando Berlusconi un «politicante» inadeguato a guidare il Paese; altre volte offrendo un’ambigua disponibilità a creare insieme regole condivise ma uscendone sempre sconfitta. Entrambi questi comportamenti si sono rivelati inadeguati dopo la travolgente vittoria elettorale del Popolo della libertà alle elezioni del 13 aprile 2008. Da quel momento si è aperta una nuova stagione: Berlusconi non è più il «parvenu» della politica che vinse le elezioni del ’94 e neppure il presidente tuttofare del 2001. Oggi attorno a sé ha costruito un blocco elettorale solidissimo, che seppur frutto della commistione di interessi economici e sociali assai diversi, non può più essere ridotto alla semplice formula del «partito di plastica» ed è decisamente radicato nella società. Insomma, non può più essere liquidato con delle formule di circostanza.

In questo saggio Massimo Giannini, partendo proprio da queste premesse, analizza il fenomeno Berlusconi secondo una metodologia nuova: rileva i tratti di originalità rispetto al passato del nuovo governo berlusconiano e, partendo dall’impostazione storiografica di Renzo De Felice, dimostra come l’idea di una comunanza di modi tra il regime fascista e quello berlusconiano non sia per nulla peregrina, ma abbia delle solide basi. Inserisce poi il fenomeno in un’ottica non solo italiana, attraverso un serrato confronto con le declinazioni del populismo europeo. Infine si rivolge anche alla sinistra, e in particolare al Partito democratico, invitandolo a riflettere seriamente sulla sconfitta elettorale e a ricominciare da capo, perché Berlusconi si può battere solo se lo si comprende davvero, senza banalizzare lui e l’elettorato che rappresenta e allo stesso tempo sapendo rinnovare se stessi. Un saggio quindi che non si ferma alla cronaca, e lascia da parte la polemica quotidiana per abbracciare una prospettiva più ampia, necessaria a capire un fenomeno che da televisivo si è fatto Stato, e ha prodotto, appunto, uno Statista.

«Berlusconi non è più un uomo di spettacolo. È diventato un uomo di Stato. Di una specie che non ci piace e addirittura ci preoccupa. Ma questo è. Si poteva ironizzare su di lui tra il ’94 e il ’96, quando il “parvenu” aveva costruito in tre mesi il famoso “partito di plastica”, si era affacciato su un mondo che gli era oscuro e nemico e ne aveva subito la traumatica crisi di rigetto dopo neanche un anno di governo. Forse lo si poteva ancora fare tra il 2001 e il 2006, quando il “parvenu” era già diventato un leader, Forza Italia si era trasformata in un «partito di latta», ma aveva dovuto patire il logorio di una legislatura rissosa e inconcludente. Oggi non si può più scherzare, il Cavaliere fa sul serio. Quindi va preso sul serio per le cose che dice e le cose che fa.»


Massimo Giannini, romano, 46 anni, sposato e con due figli, è vicedirettore di "la Repubblica" e direttore del supplemento "Affari&finanza". Laureato in Giurisprudenza, ha iniziato la carriera di giornalista nel gruppo "Sole 24 Ore" e poi a "la Repubblica" dove lavora dal 1987, a eccezione di una parentesi di due anni alla "Stampa" di Torino tra il 1995 e il 1996. Ha scritto il libro Ciampi, sette anni di un tecnico al Quirinale, pubblicato da Einaudi nel 2006.

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Dettagli
 
Codice ISBN 88-6073-475
Autore Massimo Giannini
Sottotitolo Il ventennio berlusconiano tra fascismo e populismo
Data di uscita 18/11/2008
Anno di produzione 2008
Sito http://massimogiannini.bcdeditore.it/
Confezione cartonato
Pagine 280
Prezzo: €17.50
Il nostro prezzo: €14.00
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